Arte

Unica

La Galleria d’Arte Contemporanea del Caffè Florian

L’altra importante iniziativa legata al mondo dell’arte contemporanea del Florian è UNICA.

Ecco in ordine cronologico gli interventi più rilevanti:

FABRIZIO PLESSI “Movimenti dell’Anima” – 2001

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La video-opera è composta da un grande tronco di acciaio che gira su se stesso e alle estremità genera virtualmente fuoco e acqua digitali. Sopra il tronco, che vuole essere un omaggio alle foreste piantate nel fango della Laguna che sostengono Venezia, è posizionata una poltroncina del Florian in velluto rosso che ci ricorda la storia passata di questo Caffè e il suo legame con la Serenissima.


 

 

MARCO NEREO ROTELLI “Save the Poetry” – 2011

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Un anello di vetro-murrina di Marco Nereo Rotelli omaggio a Nanda Pivano.

Nanda Pivano venne al Caffè Florian nel luglio 2005 invitata da Marco Nereo Rotelli per la “Notte dei Poeti” nell’ambito della 51esima Biennale d’Arte. Fu un pomeriggio indimenticabile di testimonianza del vissuto di Nanda a contatto coi poeti della Beat Generation. Quel pomeriggio la scrittrice portava un vistoso anello rosso. Marco Nereo Rotelli ha voluto ricordare quell’episodio rendendo idealmente omaggio all’amica ideando questo anello, realizzato con lettere in murrine di Murano nell’atelier di Mauro Bonaventura, con la scritta “SAVE THE POETRY”.

L’anello-scultura è stato realizzato in cento copie firmate dall’artista. Nereo Rotelli, famoso per le sue installazioni luminose, installò al Florian una scultura luminosa che precedentemente era stata a New York al Living Theatre.


 

PAOLO WILLIAM TAMBURELLA “Florian Bangla” – 2011

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Paolo William Tamburella è un giovane artista conosciuto a livello internazionale per i suoi progetti concettuali e ambientalisti tendenti a sottolineare le contraddizioni del mondo globalizzato e l’attenzione agli oggetti smarriti o che vanno scomparendo.

Con l’installazione realizzata al Florian, egli ha completamente reinterpretato la Sala delle Stagioni, coprendola con centinaia di ceste usate in Bangladesh per vendere volatili. Nella Sala Liberty ha poi posizionato un’enorme cornice intagliata dagli artigiani di Panam Nagar, al centro della quale ha posto l’immagine del capo- ntagliatore.

Un messaggio forte, legato alla storia passata dei rapporti tra Venezia e l’Oriente,e una finestra aperta sul Bangladesh di oggi, per tentare di comprendere una realtà che spesso siamo abituati a considerare solo con lo sguardo distratto del turista.


 

 

ARON DEMETZ “La credenza della memoria” – 2012

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Negli ultimi anni Aron Demetz scolpisce figure umane di legno che poi vengono bruciate in maniera pilotata creando un effetto emozionante nello spettatore. L’artista ha reinterpretato completamente la Sala Cinese del Caffè Florian. La Sala è stata ricostruita anche nei particolari e poi bruciata completamente con un effetto straniante. L’opera sembra quasi un “felze”, la copertura che un tempo usavano le gondole d’inverno, mentre sulle pareti l’unico elemento d’oro sono le stelle che congiungono le varie parti. Questa sala, “rigenerata” dal fuoco, diventa luogo di meditazione dove è dolce lasciarsi cullare dalle onde di una marea immaginaria.


MATTEO PUGLIESE “Serenissima Babel” 2014

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L’opera, come da tradizione per le installazioni ospitate al Caffè Florian, è una vera e propria reinterpretazione della Sala Cinese.

Un monumentale viso di giovane, che vuole rappresentare lo spirito del Florian, sembra uscire dalla bianca parete di fondo per trovare il proprio spazio in mezzo a migliaia di lettere di alfabeti differenti (latino, greco, russo, ebraico, arabo, armeno, ecc).

L’installazione di Matteo Pugliese vuole sottolineare il ruolo di Venezia come crocevia, nella sua storia millenaria, di diverse culture, popoli e linguaggi differenti e vuole essere un messaggio di pace e tolleranza.