Arte

Temporanea

La Galleria d’Arte Contemporanea del Caffè Florian

Nella Sala Senato del Caffè Florian a fine ’800 Riccardo Selvatico, intellettuale e sindaco di Venezia, assieme ai suoi amici letterati, ebbe l’idea di creare la Prima Esposizione d’Arte, quella che oggi è la Biennale d’ Arte Contemporanea di Venezia.

Per celebrare questo storico avvenimento nasce nel 1988 la prima edizione di Temporanea, Le realtà possibili del Caffè Florian: un artista contemporaneo trasforma “temporaneamente” con un’opera “site specific” uno o più ambienti dello storico caffè di Piazza San Marco. In una situazione “museale”, quasi intoccabile come quella di un caffè storico, l’arte contemporanea riesce a trovare spazio e a creare una situazione artistica unica. Bruno Ceccobelli fu il primo artista ad esporre, poi fu la volta di Mimmo Rotella, e a seguire, Fabrizio Plessi, Gaetano Pesce, Luca Buvoli, Arcangelo, Irene Andessner, Fausto Gilberti, Botto&Bruno, MarcoTirelli, Pietro Ruffo e Omar Galliani.
Tutte le installazioni di questi artisti sono state acquisite dal Caffè Florian e costituiscono un “fondo artistico” prestigioso e rilevante.

 

BRUNO CECCOBELLI “Figli d’api” (1988)

ceccobelli1_700

L’installazione consiste in 777 piccole-medie sculture-pitture realizzate con tecnica mista (cartone, tela, acrilico, ecc) applicate agli specchi, alle pareti e ai soffitti delle sale del Florian. Le dimensioni dei collages variano dai 5 ai 40 cm. circa.


MIMMO ROTELLA “Rotella al Florian” (1990)

rotella1

L’installazione di Mimmo Rotella consiste in 19 manifesti-strappati, arricchiti da “sovra-pitture”, che Rotella installò in tutte le sale del Caffè, compresi i soffitti.


FABRIZIO PLESSI ”Cristalli Liquidi” (1993)

plessi1

La video-installazione di Fabrizio Plessi è composta da centinaia di antichi bicchieri in vetro di Murano, usati nel corso dei secoli al Caffè, che pendono dal soffitto della Sala del Senato, stillando gocce di liquido virtuale in dodici grandi secchi di zinco che, posizionati sul pavimento, sembrano pieni d’acqua ma in realtà contengono dei video. L’opera è completata da una colonna sonora che riproduce il rumore delle gocce d’acqua.


GAETANO PESCE “Un vaso (Goto) per Venezia” (1995)

pesce3

Il lavoro di Gaetano Pesce, uno degli architetti-designer più importanti al mondo, ruota attorno alla creazione di un oggetto-scultura in resina colorata, che l’artista ha definito, in omaggio a Venezia, “Goto”. L’oggetto è stato prodotto in circa 3000 esemplari in resina colorata, per mezzo di uno stampo d’acciaio. Ogni goto è diverso dall’altro ed è un pezzo unico perché in fase di realizzazione viene fatta colorare all’interno dello stampo resina di colori diversi.


LUCA BUVOLI “Not-a-Superhero, I presume” (1997)

buvoli2

L’installazione di Luca Buvoli (al quale è stata dedicata un’intera sala durante la Biennale Arti Visive nel 2007), ruota attorno alla figura di un immaginario Non-super-eroe dei fumetti (“Not-a-Superhero”). La figura del Non-super-eroe si dipana attraverso dei fogli sospesi, all’interno della Sala del Senato, formando una specie di striscia-fumetto che si libra all’interno del locale. Sul pavimento della sala è posizionato un televisore attraverso il quale è visibile un cartone animato girato in 16 millimetri che mostra il “Not-a-Superhero” in movimento.

L’installazione è corredata da un flip-book sul quale è stampato il movimento del cartoon girato in 16 millimetri.


ARCANGELO “ANFORE” (1999)

arcangelo-2

L’installazione è realizzata con l’utilizzo di un ponteggio da cantiere, in tubi “innocenti” ricoperti da nastro bianco e rosso e assi di legno (cm. 25 x 200), all’interno della Sala del Senato. Sul ponteggio sono posizionate quattro grandi anfore di ispirazione etrusco-romana. Le anfore, di terracotta dipinta con disegni sulla parte superiore ed inferiore, hanno sulla sommità come coperchio delle figure-nave stilizzate. L’atmosfera ricreata è quella di un cantiere archeologico al giro di boa tra un millennio e l’altro.


IRENE ANDESSNER “Donne Illustri” (2003)

andessner1

Irene Andessner è un’artista austriaca che usa la fotografia come strumento per impersonare “Donne Illustri” del passato, richiamando i dieci “Uomini Illustri” dell’omonima Sala del Florian. In una delle sue precedenti performance è entrata nei panni di Marlene Dietrich.

Per il lavoro realizzato al Caffè, l’artista austriaca ha deciso di impersonare dieci donne illustri veneziane e si è fatta ritrarre, dopo un’approfondita ricerca storico-iconografica, in un set fotografico appositamente allestito. Le foto poi sono state stampate in grande formato e applicate su dei pannelli trasparenti retroilluminati di grande effetto.

Le donne veneziane del passato della Serenissima, impersonate da Irene Andessner, sono: Agnesina Morosini, Catarina Cornaro, Cecilia Venier-Baffo, Veronica Franco, Marietta Robusti, Moderata Fonte, Barbara Strozzi, Elena Lucrezia Cornaro-Piscopia, Elisabetta Querini-Valier e Rosalba Carriera.


FAUSTO GILBERTI “Beautiful People” (2005)

gilberti2

Fausto Gilberti, per l’ottava edizione di Temporanea, ha scelto la Sala Cinese, dove ha installato un lungo pannello sul quale ha montato una serie di disegni a china, tenuti da spilli, che formano una lunga teoria di personaggi (uomini e donne) tipici del segno grafico dell’artista: una sorta di grottesco-ironico “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo. L’opera, che si autoreggeva sulle due pareti della sala, sembrava sospesa nel vuoto.


BOTTO & BRUNO “The garage-kids resurrection” (2007)

botto&bruno2

La coppia Botto & Bruno, che usa come mezzo espressivo la fotografia spesso di grandi dimensioni, ha completamente reinterpretato la Sala Cinese trasformandola, per contrasto, in una periferia urbana degradata.

L’opera è composta da una serie di pannelli con serigrafate le immagini di una periferia urbana. L’installazione ruota attorno ad un garage in particolare, “The garage-kids resurrection”. Il lavoro è accompagnato da una colonna sonora, registrata appositamente da un gruppo musicale rock diretto dai due artisti, diffusa all’interno dell’installazione.


MARCO TIRELLI “Marco Tirelli al Florian” (2009)

tirelli2

L’artista, che ha scelto la Sala Cinese per il suo lavoro, ha creato una grande tela nera con un’enorme sfera-satellite bianca che copre completamente la parte di fondo della sala. L’opera, molto suggestiva e di grandi dimensioni, sembrava uscire dal Florian per ruotare in Piazza San Marco.


PIETRO RUFFO “Negative Liberty” (2011)

ruffo3

Pietro Ruffo, giovane ma già affermato artista romano, con la sua installazione nella Sala “Cinese” ci conduce in una foresta di grafite, una foresta che percepiamo come fossimo distesi sulla nuda terra. E da questa foresta ecco uscire le libellule, insetti che si muovono velocemente per vie orizzontali. Con un volo silenzioso e veloce questi esili ma temibili predatori si nutrono di altri insetti. L’artista ci induce a meditare sul concetto di libertà, quella “positiva”, potenzialmente totalitaria, e quella “negativa” che, secondo il filosofo Isaiah Berlin, porta all’assenza di impedimenti e vincoli nell’agire dei singoli. Su una delle pareti della sala c’è una frase del poeta libanese Kalhil Gibran che recita: “Se è un despota colui che volete detronizzare , badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto”.


OMAR GALLIANI “Il sogno della Principessa Lyu Ji al Florian” (2013)

galliani2

Dura un po’ più di una sola notte d’estate il sogno della Principessa Lyu Ji al Florian di Venezia. Al posto delle esotiche e sensuali figure femminili dipinte dal Pascutti nella Sala Cinese, c’è Lei, evocata da un’immagine doppia, anzi siamese. E tutto intorno, dal pavimento al soffitto, dai tavolini alle sedie, ecco una pioggia di simboli. Questo è il regno di una Principessa da sogno: fiori, libri, pergamene, strumenti musicali, carte di un regno di terra e di acque. In Lyu Ji, Omar Galliani focalizza i suoi ricorrenti personaggi femminili e, insieme, la sua passione per l’Oriente. L’istallazione al Florian è un intenso omaggio alla femminilità e alla Cina, territorio dove l’artista è, da anni, protagonista con mostre in grandi musei pubblici.